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Storia - Un ricordo degli esordi del Rotary Club Voghera

I primi anni del Rotary Club Voghera nei ricordi del Decano Mario Arbasino

La guerra era finita da una decina di anni, gli strascichi si attenuavano, un certo benessere cominciava a diffondersi e cresceva lo spazio per potersi dedicare a interessi diversi dal particulare quotidiano..

Il Rotary di Voghera è stato fondato da un gruppo costituito prevalentemente da professionisti (molti i medici) e alcuni imprenditori. Tutti erano soci del Circolo "Il Ritrovo", all'epoca abbastanza esclusivo, frequentato con continuità, e ricoprivano nella vita cittadina posizioni di un certo rilievo spesso di prestigio. Nella piena maturità professionale, stessa fascia di età, si conoscevano, spesso si frequentavano da tempo. C'erano tutte le premesse per costituire un club omogeneo, un club di amici.

Ricordo le esitazioni, le perplessità con cui si era inizialmente considerato il verbo del Rotary International, di matrice anglosassone, a noi estranea. Auspice il Club padrino Pavia, ha prevalso la condivisione della mission del Rotary, desiderio a contribuire al bene comune. Si è passati quindi, trattandosi di persone serie, ad una attenta considerazione degli adempimenti richiesti sia a livello di Club che personali.

In conclusione: sì al Rotary, ma con la prudenza di farsi guidare dagli avvocati.

  • - Presidente: Avv. Luigi Meardi, scelta plebiscitaria, figura di spicco in città e nel Foro di Voghera, buon parlatore, di riconosciuta autorevolezza
  • - Segretario: Avv. Franco Arbasino, conosceva tutti, sapeva con simpatia trattare (e risolvere) le problematiche del Club, spesso non facili, si era agli inizi. La segreteria del Club era situata nello studio che i due avvocati, in Via Cairoli n. 9, condividevano a tutto vantaggio di un'efficiente stretta collaborazione.
  • - Vice Presidente: mio padre Dott. Edoardo Arbasino, chimico farmacista, nella cui farmacia stavo in quell'epoca effettuando il necessario praticantato - mi sono laureato nel 1958.
  • Ho così avuto modo di assistere al processo di formazione del Club fino alla fondazione e i relativi primi passi. Infatti la farmacia, situata in Via Emilia, costituiva un reale punto d'incontro dove quotidianamente, forse anche più di una volta, diversi soci o candidati tali avevano occasione di passare. Abitazioni, uffici, studi erano di fatto ubicati nel centro di Voghera, nel raggio diciamo di 100/200 metti. Soprattutto la sera verso le sette, ora del passeggio e del rientro, era il momento per un gradito incontro tra amici, anche se a volte piuttosto animato, quando si veniva a parlare di scelta dei soci (preferenze ed esclusioni).

    I Conviviali si tenevano all'Albergo d'Italia (Via Emilia, davanti al Teatro Sociale). Non c'era aperitivo, alle 20 in punto gambe sotto il tavolo, la giornata era stata per tutti impegnativa, non esistevano fisime dietetiche, non seguivano proiezioni. Molto apprezzata l'ottima cucina del Cav. Torti. I menù, concordati con il solerte Prefetto (Dr. Cesare Omodei Salè - per molti anni ben nota colonna del nostro Rotary), venivano integrati con carrelli di antipasti o extra a piacere, o meglio ad personam. E' stato sicuramente un elemento di successo del Rotary e un convincente stimolo alla frequenza. Le assenze si preannunciavano, spesso motivandole e scusandosi. Venivano puntualmente riportate nel Bollettino redatto dal Dott. Angelo Oliva, gentiluomo, di cui ricordiamo lo stile che oserei definire manzoniano.

    L'interesse per i giovani ha presto portato alla costituzione del Rotaract Voghera e alle conseguenti iniziative. Successivamente è stato istituito il premio Sacchi destinato a studenti che si fossero distinti nelle materie scientifiche.

    Il tempo passava, gli orizzonti si estendevano, cresceva l'interesse per le relazioni extra nazionali, coerentemente con lo spirito del Rotary. Auspice il socio Dr. Pippo Frumento, industriale che ben conosceva il mondo francese ed esportava conserve alimentari soprattutto in Provenza, si sono stabiliti i primi contatti con il Club di Manosque. Ne sono seguite relazioni sempre più strette, alimentate da un sincero entusiasmo da parte di entrambi i Club, che hanno portato la realizzazione del gemellaggio

    Tra i soci del Club di Manosque c'era un importante scrittore francese accademico Goncourt, Jean Giono, di cui si ricorda un soggiorno vogherese effettuato per documentarsi sui luoghi della battaglia di Pavia, oggetto del suo romanzo "Le désastre de Pavie". Coerentemente con gli interessi culturali insiti della natura stessa del Rotary, la sua memoria è stata onorata nel 1972 con l'istituzione da parte dei Rotary Club Voghera e di Manosque, della targa Jean Giono, premio letterario dell'amicizia italo-francese.

    Il prestigio del premio tutt' ora attribuito con cadenza biennale alternativamente a uno scrittore francese e a uno italiano, viene significativamente documentato scorrendo l'elenco dei nominativi di coloro a cui è stato attribuito (Montanelli, Barzini, Bassani, ecc ... ).

    Siamo ai giorni nostri, il mondo è cambiato, ho qualche incertezza ad usare il termine evoluto, con inevitabili riflessi sulla vita del Club.

    Le professioni e le varie attività si sono molto diversificate, con lo sviluppo di nuove specializzazioni, sempre più particolari. Le comunicazioni molto più rapide e frequenti. II viaggiare è divenuto molto più agevole sia per vacanze che per lavoro.

    Inoltre il numero dei soci senior tende ad aumentare mentre molto impegno richiede l'inserimento di un nuovo socio, soddisfacente sia per l'interessato che per il Club.

    Peraltro una nota positiva o meglio, una grande risorsa di cui solo in epoca molto recente ci si è potuti avvalere, è l'ammissione nel Club come soci, con pieno diritto e doveri di gentili signore. Il loro apporto, sicuramente dinamico e creativo, costituirà una solida base per il consolidamento del nostro Club e la realizzazione di brillanti iniziative.