Attività - Progetto "Dalle Radici al Futuro"

Durante l'anno scolastico 2025/2026, il nostro Club ha promosso un ciclo di incontri con gli studenti delle scuole secondarie di primo grado di Voghera, focalizzato sull'uso consapevole degli strumenti digitali e dei social media. Il progetto avrà durata triennale e vede coinvolti educatori, esperti informatici e forze dell'ordine.
Negli ultimi anni il rapporto tra i giovanissimi e il mondo digitale è diventato sempre più complesso e delicato. I dati raccolti tramite questionari scolastici mettono in luce come l’uso dei social network e dello smartphone stiano influenzando profondamente la crescita emotiva, sociale e psicologica dei ragazzi tra i 10 e i 12 anni. Le piattaforme più utilizzate – TikTok, Snapchat, Instagram e WhatsApp – non sono semplici strumenti di comunicazione, ma veri ambienti di vita, capaci di modellare percezioni, comportamenti e relazioni.
Uno dei fenomeni più preoccupanti è il cosiddetto dismorfismo digitale: l’abitudine a filtrare e modificare le proprie immagini porta molti ragazzi a percepire difetti inesistenti e a sviluppare un’ossessione per la perfezione estetica. Alcuni arrivano a desiderare trattamenti estetici per assomigliare alle versioni “migliorate” di sé stessi che vedono online. Questa pressione si accompagna a un aumento dell’ansia: come sottolineato nella relazione, oggi molte ragazze temono più le rughe che l’“uomo nero sotto il letto”. L’immagine diventa così un terreno di confronto continuo, alimentato da video, selfie e routine di bellezza che coinvolgono anche bambine di dieci anni.

Accanto ai rischi psicologici emergono comportamenti pericolosi legati alla scarsa consapevolezza digitale. Molti ragazzi condividono numeri di telefono, indirizzi o foto personali con sconosciuti incontrati online. Una parte significativa dichiara di aver ricevuto messaggi o immagini a sfondo sessuale, e non mancano casi di appuntamenti fissati con persone conosciute solo in rete. Il cyberbullismo è un altro fenomeno diffuso: insulti, calunnie e prese in giro circolano rapidamente nei gruppi WhatsApp o sui social, spesso senza che gli adulti ne siano consapevoli. L'intervento del Maggiore dei Carabinieri Fulvio Pressi ha dato un significativo contributo alla sensibilizzazione dei ragazzi nei confronti di questi problemi.
Uno degli scopi educativi è la limitazione della forte dipendenza dallo smartphone. Molti ragazzi trascorrono tra le otto e le dieci ore al giorno connessi: si svegliano controllando il telefono, lo usano a scuola, lo riprendono appena rientrati e restano online fino a notte fonda, nascosti sotto le coperte. Questo tempo sottratto al sonno, allo studio, allo sport e alla lettura incide sul rendimento scolastico e sulla qualità della vita familiare. Il dialogo in casa si riduce, mentre diventa sempre più difficile per i ragazzi esprimersi nelle relazioni reali, dove contano il linguaggio del corpo, il tono della voce e la capacità di ascolto.
Un capitolo importante è dedicato all’intelligenza artificiale e agli “amici virtuali”, software con cui i ragazzi si confidano come se fossero persone reali. Questi sistemi, programmati per confermare ciò che l’utente dice, non offrono un vero confronto e rischiano di alimentare dipendenze emotive, indebolendo ulteriormente le competenze relazionali.
Infine, gli incontri affrontano il tema della sicurezza informatica. Attraverso l’intervento di un esperto, i ragazzi hanno scoperto come funzionano truffe, furti d’identità e virus informatici, e quanto sia importante proteggere password e indirizzi email, che rappresentano la loro vera identità digitale. Molti non avevano mai riflettuto sul fatto che ogni account online è legato a un indirizzo di posta elettronica, e che chi lo controlla può accedere a una parte significativa della loro vita.

Il percorso formativo si conclude con attività pratiche: podcast, presentazioni e lavori di gruppo che aiutano i ragazzi a rielaborare quanto appreso e a sviluppare maggiore consapevolezza. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per muoversi nel mondo digitale in modo più sicuro, critico e responsabile, senza demonizzare la tecnologia ma imparando a usarla con equilibrio.
Al termine del percorso i lavori migliori realizzati dai ragazzi sono stati premiati con un piccolo riconoscimento.